Tonia Cancrini
,Daniele Biondo
Tonia Cancrini, psicoanalista, è membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana. Esperta di psicoanalisi dei bambini e degli adolescenti, èSegretario della Commissione per l'analisi dei bambini e degli adolescenti nella SPI. Ha insegnato Ermeneutica filosofica alla II Università degli Studi di Roma. Ha scrittonumerosi saggi e libri, tra cui Un tempo per il dolore,Torino 2002.Vive e lavora a Roma.
Daniele Biondo, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, Socio ordinario e Docente dell'Associazione Romana di Psicoterapia dell'Adolescenza, vicepresidente del Centro Alfredo Rampi Onlus, direttore del Centro di Aggregazione Giovanile Open Rings Center. Ha pubblicato, tra gli altri, L’adolescente violento (Milano 2000) e Fare gruppo con gli adolescenti (Milano 2008).
Una ferita all’origine, un abbandono, una mancanza di attenzione e di accudimento, o abusi e soprusi, rendono il bambino fortemente deprivato. Si può trattare di violenze vissute in modo concreto sul proprio corpo, ma soprattutto di violenza vissuta nel proprio animo: la violenza dell'abbandono, della solitudine, del non accudimento mentale e affettivo. Una ferita all’origine della vita fa sì che ci sia un annientamento del sé e dell’oggetto a cui si accompagna un sentimento di vuoto, di tristezza, di mancanza di vitalità. E’ la mancanza di amore e di affetto che fa sentire vuoti, soli, sull’orlo di un abisso.
Questo libro affronta le problematiche concernenti la possibilità di aiutare con la psicoanalisi un bambino precocemente traumatizzato. Ci si interroga in particolare sui fattori terapeutici che permettono al bambino di superare il blocco evolutivo conseguente alla sua precoce esperienza drammatica e catastrofica. L’esperienza psicoanalitica realizzata con bambini adottivi e traumatizzati mostra come il lavoro ai livelli primitivi della mente sia in grado, purché condotto con profondo coinvolgimento e generosità da parte dello psicoanalista, di ripristinare una capacità mentale e affettiva che permette al bambino di sciogliere l’impasse emotivo e di crescere. Il fattore terapeutico principale che viene attivato nella psicoanalisi dei bambini adottivi e precocemente traumatizzati riguarda la possibilità di andare all’origine, nel luogo mentale in cui la dolorosa ferita originaria brucia e alimenta nel bambino la disperazione. La psicoanalisi permette di affrontare la ferita e promuove nel bambino un’esperienza specifica che prima gli era interdetta: l’esperienza del soffrire il dolore.