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   Nathalie Zaltzman


Lo spirito del male
Edizione italiana a cura di Barbara De Rosa
Collana: Piccola Biblioteca di Psicoanalisi
Pagine: 128
Prezzo:  20,00 €
Anno: 2011

ISBN: 978-88-263-1832-5
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L'autore

NATHALIE ZALTZMAN (1933-2009), psicoanalista francese di origini russe, è stata per anni membro del “Quatrième Groupe”, l’organizzazione psicoanalitica fondata nel 1969 da Piera Aulagnier, François Perrier et Jean-Paul Valabrega. Oltre a L’esprit du mal, è autrice di De la guérison psychanalytique (Parigi, 1999).

Il libro

«L’impostazione della ricerca di Zaltzman si contraddistingue per la tenacia con cui vengono tenute insieme ed articolate le due dimensioni dell’individuale e del collettivo/culturale, a cui forse troppo spesso la psicoanalisi contemporanea ha rinunciato...
Se la guarigione psicoanalitica non si può ridurre al registro personale e privato, ma compartecipa del Kulturarbeit al punto da poterne essere considerata l’altra faccia della medaglia, la psicoanalisi va intesa intimamente e tout court come lavoro di civiltà...
Ora, appare quasi fisiologico che questa impostazione di ricerca e l’interesse per il Kulturarbeit abbiano condotto Zaltzman a seguire, con uno sforzo incessante di interrogazione, il filo di quel tracollo della civiltà e dell’umano rappresentato dal disastro dei totalitarismi del novecento... Quel crollo, che ha trovato la sua massima espressione nell’universo concentrazionario della Shoah, va considerato innanzitutto come un attentato al legame inconscio su cui si edifica e si preserva la realtà umana...
Ciò nonostante tale attentato, perseguito con una capillarità e pervasività inaudite dai totalitarismi del secolo scorso, non è andato del tutto a buon fine se, come la letteratura concentrazionaria insegna, non è riuscito ad estirpare un resto che risulta inalienabile... Nei termini di Zaltzman, questo resto non eliminabile che emerge dalle oscurità dell’inconscio proprio nelle condizioni estreme è l’identificazione superstite, il cui connotato aggettivale va declinato nei due sensi: identificazione che sopravvive al crollo della civiltà e dell’umano proprio dell’esperienza concentrazionaria e identificazione che consente al soggetto di sopravvivere nonostante e all’interno di questo crollo» (BARBARA DE ROSA).

© Edizioni Borla s.r.l.